maturità

la prima volta fuori casa

la prima volta fuori casa

…per così dire

A vent’anni, dopo i primi rapporti sessuali normali con le ragazze, dopo le difficoltà a scuola (la mia testa era sempre indaffarata a vivere la vita che sognavo, e per la vita vera rimanevano davvero poche risorse), cominciai a mettermerla via: era strano, era assurdo, era così.

Era così e faceva male; faceva male perchè io ci mettevo tutta la mia buona volontà, le provavo tutte pur di vivere normalmente, ma non c’era verso. Alla fine mi arrangiavo come potevo: cercavo di capire cosa potevo fare nella vita nonostante tutto, mi consolavo con le ragazze cercando la donna della mia vita. Ma non ci poteva essere una donna nella mia vita finchè non avessi avuto davvero la mia vita, e così sceglievo sempre la donna sbagliata, e riprovavo, e riprovavo…

Ovviamente uno dei tentativi fu anche il matrimonio, ma non amo parlarne… lo ricordo soprattutto perchè fu il culmine del mio progetto di “normalità”: la mia vita iniziò proprio con il fallimento del matrimonio, ovvero del progetto “normalità” in generale.

In quegli anni insomma vivacchiavo, e la vita che avrei voluto era solamente quella che vivevo nascosta, tra le mura di casa; questa foto è di una delle poche volte fuori casa: a quel tempo carnevale era l’unica occasione che mi concedevo, e ogni anno ci metteva 365 giorni. Gli anni peggiori erano i bisestili.
(hei, qui ero vestita da cubista, intendiamoci… mica mi conciavo così normalmente! :-D)

29 anni, in convalescenza in montagna dopo un incidente in allenamento (che mi indusse a considerare che forse era arrivato il momento di dedicarmi a qualcosa di meno 'cruento' dell'enduro)...

29 anni, in convalescenza in montagna dopo un incidente in allenamento (che mi indusse a considerare che forse era arrivato il momento di dedicarmi a qualcosa di meno 'cruento' dell'enduro)...

 
...e 'malata' in casa, in preda a un forte attacco della malattia di sempre

...e 'malata' in casa, in preda a un forte attacco della malattia di sempre

1992, anno del matrimonio, ma anche dell'arrivo di Artù...

1992, anno del matrimonio, ma anche dell'arrivo di Artù...

 
...così non potevo più dire di essere a casa sola. (è vero, c'era anche una moglie... ma non durò molto)

...così non potevo più dire di essere a casa sola. (è vero, c'era anche una moglie... ma non durò molto)

33 anni, campionato italiano di aerobica (hei, son quello dietro, mica quella davanti, eh)...

33 anni, campionato italiano di aerobica (hei, son quello dietro, mica quella davanti, eh)...

 
in quegli anni finalmente trovavo il coraggio di uscire... ma mica in mezzo alla gente, no, magari... mi sembrava già folle uscire in giardino di giorno, alla luce del sole !

in quegli anni finalmente trovavo il coraggio di uscire... ma mica in mezzo alla gente, no, magari... mi sembrava già folle uscire in giardino di giorno, alla luce del sole !

35 anni, un po' tardi per iniziare danza... ma l'esigenza di fare il maschio per forza cominciava ad attenuarsi (hei, son sempre quello dietro, mica una di quelle davanti !)...

35 anni, un po' tardi per iniziare danza... ma l'esigenza di fare il maschio per forza cominciava ad attenuarsi (hei, son sempre quello dietro, mica una di quelle davanti !)...

 
... e finalmente arrivò il momento sognato da una vita: in un tiepido giorno di primavera, sui colli, con un'amica... indimenticabile !!!

... e finalmente arrivò il momento sognato da una vita: in un tiepido giorno di primavera, sui colli, con un'amica... indimenticabile !!!

36 anni... un po' alla volta il maschio cominciava a 'sparire'... mi travestivo da 'ometto' per lavorare, e la sera iniziavo a imparare ad uscire...

36 anni... un po' alla volta il maschio cominciava a 'sparire'... mi travestivo da 'ometto' per lavorare, e la sera iniziavo a imparare ad uscire...

 
...erano i tempi del mitico Desigual, dove andavo a ballare cominciando a scoprire che esisteva uno spazio per vivere anche per me !

...erano i tempi del mitico Desigual, dove andavo a ballare cominciando a scoprire che esisteva uno spazio per vivere anche per me !

insomma, mi sentivo bene, mi sentivo a mio agio...

insomma, mi sentivo bene, mi sentivo a mio agio...

 
...e cominciavo a pensare, a pensare...

...e cominciavo a pensare, a pensare...

...pensavo che avevo vissuto tutta la vita come dietro ad uno specchio, e non ne potevo più di starmene chiusa in casa, e di uscire solo per andare in discoteca... volevo iniziare a vivere liberamente, anche a Padova...

...pensavo che avevo vissuto tutta la vita come dietro ad uno specchio, e non ne potevo più di starmene chiusa in casa, e di uscire solo per andare in discoteca... volevo iniziare a vivere liberamente, anche a Padova...

 
…pensavo però anche con fastidio all’idea che mi vedessero in giro senza sapere nulla, e così escogitai un piano: andare in TV a raccontare tutto…

Egregio dottor Costanzo… (leggi tutta la lettera)